sabato 21 gennaio 2012

MONET A BORDIGHERA

CLAUDE MONET 
SULLA VIA ROMANA

A VENTIMIGLIA 
VERSO BORDIGHERA
(PRIMA ENTRATA NEL 1882 CON RENOIR)


CHE  NE  PENSA  MONSIEUR  WILDENSTEIN ?
Chi conosce Monsieur Guy Wildenstein, il grande conoscitore ed esperto d'arte, sa dove trovarlo: in Rue Boetié  57 a Parigi.  Monsieur Guy é il "verbo vivente", Egli é il solo che possa decretare se un dipinto di Claude Monet sia autentico o falso. Tuttavia qui si dimostra anticipatamente perché questo dipinto possa essere un autentico capolavoro, facendo riferimento al libro "Monet, il trionfo dell'impressionismo" scritto da suo padre Daniel Wildenstein (Edizione Taschen), pag. 195 "Gli inizi di Bordighera".

LA PROVENIENZA
Questo dipinto di Claude Monet venne acquistato da Joackim dopo una notturna trattativa con il "Conte Fabrizio Avogadro di Vigliano e Valdengo e Montacavallo", un amico di gioventù, il cui nonno Conte Luigi Avogadro di Vigliano, Valdengo e Montacavallo oltre che Generale attendente di Campo del Re d'Italia, fu uno dei fondatori del Circolo degli Artisti di Torino, appassionato d'arte e conoscitore dell'opera di Claude Monet dal quale aveva acquistato alcune opere.

LA TESTIMONIANZA


IL SOGGETTO

Non un cavallo ma un mulo, forse bardotto...


Si esaminino attentamente i particolari del dipinto:

- l'ombra del mulo, da cui si desume che il sole é a ovest (pomeriggio)
nella strada romana che costeggia il mare dalla Francia verso l'Italia.

- l'alto canneto vicino ad una pietra miliare lungo una strada romana.

- una linea telegrafica, che indicherà la datazione del dipinto.

- una casa bianca sullo sfondo, ma non distante dalla pietra miliare.

- un declivio in lontananza con nubi bianche oltre le colline.

 - infine nell'angolo in basso a sinistra
 si nota l'autoritratto del pittore autore del dipinto:  Claude Monet !

L'AUTORE: CLAUDE MONET !

Ed infatti Claude Monet firmava a volte col proprio autoritratto, 
come riportato nella letteratura dagli esperti di questo pittore.

 Ruotando il dipinto di 90° in senso antiorario, 
é possibile vedere il profilo di Monet:
 un gioco ottico per divertire.





LA  DATAZIONE
Non vi sarà sfuggito un indizio curioso inserito nel paesaggio: il palo del telegrafo
 per trasmettere codici tipo quello inventato da Samuel Morse nel 1837 negli USA.

IL  PALO  DEL  TELEGRAFO !
 In questo quadro il palo é dipinto sulla destra,
sul bordo della strada, di fronte al mare. 
Ma esisteva già nel 1882 una linea telegrafica che univa l'Italia alla Francia? 
Dalla fonte Wikipedia, si apprende quanto segue:

In Italia a un mese dalle prove del 30 giugno 1847, viene introdotto il primo telegrafo elettromagnetico (a quadrante) da Carlo Matteucci tra Pisa e Livorno. E ad agosto del 1848 da Pisa percorre l'ultimo tratto della ferrovia Leopolda e completa la linea Livorno-Firenze. Seguono Lucca (15 giugno 1849), Poggibonsi e Siena (3 dicembre). Infine, nel 1850, viene completata la linea Firenze-Prato-Pistoia-Pescia-Lucca. Mentre la prima linea telegrafica esterna congiunta all’Italia è il trattoLubiana-Trieste (179 km) dove, il 12 febbraio 1849, viene aperto il primo ufficio telegrafico nell’Italia governata dagli austriaci. È collegato direttamente con Viennaper mezzo di un unico filo riservato ai dispacci di Stato. Sempre a Trieste il 18 febbraio del 1850, per la prima volta in Italia, il servizio telegrafico viene aperto anche alla corrispondenza privata ed è tra i più rapidi e rilevanti d’Europa.
Nel Lombardo-Veneto, invece, l'inizio dei lavori per introdurre il sistema telegrafico avviene nel 1849 con la linea Innsbruck-Verona (che giungeva da Vienna) e da qui a Milano e Venezia, inizialmente per uso militare e poi resa disponibile all'uso civile dal 19 ottobre 1850. Il 31 dicembre 1851 a tale linea viene unita la linea Verona-Mantova-Modena-Reggio Emilia. Il 1 settembre 1852 essa viene unita alla rete toscana Firenze-Lucca-Pisa-Livorno (completata nel 1851) e Firenze-Siena. Il1 settembre 1851 viene inaugurata la prima linea del Regno delle Due Sicilie tra Caserta e Capua[1], estesa l'anno seguente sino a Gaeta. Il 24 novembre 1851 viene inaugurata la linea Torino-Genova, ed il 18 gennaio 1853 la linea Torino-Chambery, la quale il 15 marzo sarà collegata alla rete francese che già unisce le linee francesi, inglesi, belghe, tedesche. Nel 1861 gli uffici telegrafici in Italia sono 355 per 16.000 km di linee; nel 1871 1.237 uffici per 50.000 km di linee.

Quindi la presenza del palo telegrafico dipinto da Monet conferma che nel 1882 esisteva già un collegamento rivierasco tra Genova ed il Principato di Montecarlo, allacciato alla rete francese del Midì.

 LA  LOCALITA':
AL CONFINE DI VENTIMIGLIA
Per scoprire dove fosse la località raffigurata dal dipinto, si dovrà ricordare una località dove possa esserci stata una "pietra miliare" che ai tempi dei romani era posta per delimitare confini o segnare visibilmente delle distanze.

In questo dipinto, osservata la conformazione del terreno e notata sullo sfondo una particolare costruzione bianca, per una sorta di "dejà vu" o di vago ricordo, si é ipotizzato che potesse trattarsi della pietra miliare posta sulla via romana che dalla frontiera di Ventimiglia porta al bivio per Dolceacqua e poi a Bordighera: quindi che possa trattarsi dell'entrata in Italia di Claude Monet a dorso di mulo.

VERSO  BORDIGHERA
Bordighera é un ridente paese rivierasco, prima di Sanremo,  molto amato dagli inglesi i quali vi avevano costruito dei grandi e lussuosi alberghi ed un campo da golf sul mare.


CLAUDE  MONET  CON  AUGUST  RENOIR
Claude Monet si recò a Bordighera una prima volta in perlustrazione nel 1882 con il suo amico August Renoir, ed una seconda volta due anni dopo nel 1884, da solo, in cui soggiornò per un mese alloggiando nella accogliente ed economica "Pensione degli Inglesi" dove conobbe un pittore olandese che gli insegnò a dare maggiore luminosità ai dipinti utilizzando prevalentemente il colore giallo che tanto piaceva al comune amico Vincent van Gogh.


PER  DIPINGERE  UN  CANNETO 
Questo dipinto non appartiene e non é catalogato tra quelli dal color predominante giallo brillante, eseguiti a Bordighera, ma fu invece eseguito con colori predominanti sul marrone, verde e blu, pertanto si deduce che sia stato dipinto nel 1882 allorquando per la prima volta Monet con Renoir passò il confine per entrare in Italia ed ancora dipingeva come gli impressionisti di prima maniera.

Occorreva verificare dove fosse questo posto, Umberto Joackim Barbera saltò sulla sua Jaguar rossa e si recò a Ventimiglia, l'ultima cittadina italiana al confine con la Francia, alla ricerca del canneto dove sfocia il torrente Nervia.





Il sito si trova al fondo della passeggiata a mare di Ventimiglia, andando verso Bordighera. Ancor oggi questa località, sito protetto da interessi Comunitari, é frequentata dai pittori che amano ritrarre la nidificazione degli uccelli tra i canneti.

Claude Monet, "Entrata in Italia", 1882
olio su tela, cm. 54x30.5

A due passi dal posto dove Monet fermò la sua mula per autoritrarsi mentre passava vicino alla pietra miliare di Ventimiglia, entrando per la sua prima volta in Italia, vi é un ristorante sul mare ("pied dans la mer) dove si mangia il pesce appena pescato dove Joackim inviterebbe con piacere Monsieur Guy Wildenstein ad autenticare il dipinto di Claude Monet!

Per essere certo dell'autenticità, il dipinto é stato sottoposto ad approfonditi esami "multispettrali" realizzati dal Prof. Thierry Radelet, docente di tecniche multispettrali alla Scuola di restauro di Venaria Reale (Torino), ora associato allo studio di restauro del Conte Persano. Sulla base di questi studi multi-spettrali Il Prof. Radelet ha certificato che l'epoca del dipinto é compatibile con quella ipotizzata del 1882.

Inoltre Umberto Joackim Barbera, l'attuale proprietario dell'opera, ha sottoposto il dipinto ad indagini particolari secondo un metodo da lui stesso sperimentato: utilizzando un telefono cellulare dotato di obiettivo fotografico e della opzione di ingrandimento "zoom", ha avvicinato l'obiettivo radente al dipinto ed ha fotografato scoprendo sotto il velo superficiale della pittura un ritratto di August Renoir che lo accompagnò nel suo primo viaggio di "esplorazione" della riviera di ponente italiana.

^
ritratto di August Renoir
scoperto sul fondo della strada
sotto un velo di pittura


^
Ritratto di August Renoir 
con il suo cappello,
nascosto nel canneto.

Inoltre, sul bordo della strada prospiciente il mare, Claude Monet ritrasse il volto della sua seconda moglie, alice Raingo Heschedé, vedova del suo amico Ernest Heschedé (+1877) col uno dei sei figli nati dai due matrimoni di Alice. Un ricordo nostalgico emerso nella ispirazione pittorica ed un modo come un altro per certificare il proprio dipinto con una pittura intima ed affettiva, effettuata nella preparazione della tela di cm. 54x30.5 circa.

Madame Alice Heschedé (e suo figlio)
 seconda moglie di Claude Monet
ritratta sul lato destro della strada
in primo piano
sotto un velo di pittura.                

LA PITTURA MESMERICA
Come si sarebbero formate queste immagini sulla tela?

La foto-impressione di immagini mentali su una tela preparata con bianco d'uovo e polvere di pietra mesmerica (magnetite), più vapori di ioduro d'argento, fece parte degli esperimenti del dr. ANTON MESMER, contemporaneo del compositore Volfang Amadeus MOZART (1756-1791), il quale gli dedicò "L'opera buffa - così fan tutte" in cui due amanti morti per amore, furono riportati in vita da una solerte domestica, Prosperpina, la quale applicò loro la pietra mesmerica, una magnetica (calamita) che secondo il dr. Mesmer avrebbe potuto influire sul magnetismo animale da lui scoperto.

L'esperimento di pittura mesmerica avveniva dopo aver preparato la tela, come si é detto, con un sottile velo di bianco d'uovo miscelato con polvere di magnetite. La stessa pietra mesmerica (magnetite) veniva poi spaccata in due ed utilizzata ponendola in una cuffia come fossero due auricolari, in modo che ciascuna di esse appoggiasse su una tempia. Quindi appoggiando la fronte sulla tela, si veniva ad instaurare un flusso magnetico semicircolare che avrebbe potenziato l'induzione di una immagine mentale in modo da foto-imprimerla sulla tela (pittura mentale, altrimenti detta "pittura sottile").

Questo metodo di pittura segreta non era utilizzato per marcare l'opera d'arte con finalità di anti-sofisticazione o di prova di autenticità, poiché nel 1800 non esisteva alcun procedimento tecnologico per poter fotografare queste immagini coperte dallo strato superficiale di pigmenti. Infatti non si conosceva ancora la fotografia infrarossa la cui frequenza che penetra nel dipinto di alcuni "microns" consentendo di vedere immagini nascoste in profondità.

Lo scopo della pittura mesmerica aveva invece lo scopo di "caricare" magneticamente il substrato pittorico di immagini conscie o inconscie dell'artista, così da instaurare un filo di collegamento tra l'opera in fieri e la genesi della sua produzione creativa.  Ecco perché in questo dipinto vediamo immagini "mentali", emozionalmente intime degli artisti, suscitate da una motivazione di arricchimento emozionale dell'opera d'arte.

La pittura mesmerica é una pratica che venne tramandata nella cosìddetta "pittura segreta" che l'anziano Renoir insegnava alla nipotina di Manet, Berthe Morisot. Oggi giorno essa non é insegnata che da pochi Maestri pittori ed é praticata nell'ambito degli artisti esoteristi.

Tuttavia quest'ultima prova, la comparazione del volto mesmerico trovato con quello di Madame Heschedé, Joackim la mostrerà a Monsieur Wildenstein all'ultimo momento, scommettendo l'esistenza di questa prova contro la sua immediata autenticazione del dipinto. 

Pranzo naturalmente offerto da...



^ Umberto Joackim Barbera ^

"Il dipinto non é in vendita, ma al dessert potremmo riparlarne !"


IL TESTIMONE

Questo dipinto é stato presentato, mi auguro con reciproca soddisfazione, all'amico Monsieur Bertrand Marret della Fondazione Cartier Bresson, il quale ne ha apprezzato le qualità pittoriche ottocentesche.

Bertrand Marret a Torino


REFERENZE BIBLIOGRAFICHE

Leon Werth écrivait dans ARTS du 5 décembre 1947: "Renoir et Monet, dans leur jeunesse, dit-il, peignirent en même temps un même motif: feuillage, eau, canards. Quarante ans plus tard, l'un des deux tableaux se trouve chez Durand-Durel. Est-ce le tableau de Monet? Est-ce le tableau de Renoir? Ni Monet ni Renoir, consultés l'un et l'autre, n'ont pu lui donner une attribution. Je tiens le fait de Monet lui-même". 
(Michel de Decker, "Claude Monet", Pygmalion, page 306).

PUBBLICAZIONE FOTO-TECNICA


"Esami multispettrali", di Umberto Joackim Barbera, edito da NEWTEL srl, Sciolze, 2011. edizione particolare.


ESAMI MULTISPETTRALI

Esami foto-tecnici effettuati:
1 - Fotografia in luce diffusa, radente, macro fotografie e Fluorescenza U:V: eseguite con fotocamera Canon 5D II Mark;
2 - Fluorescenza Ultravioletta con lampada a vapore di mercurio con filtro di Wood;
3 - Infrarosso bianco/nero 780-950 nm con fotocamera Fuji S3PRO IRUV;
4 -  Infrarosso bianco/nero 780-1150 nm con telecamera CCD MUSIS 2007;
5 - Infrarosso Falso-colore 500-950 nm con fotocamera Fuij S3PRO IRUV;
6 - Radiografia digitale con lastre al fosforo (50 micron) e lettura con scanner della Durr.

Analisi spettrali sui colori:
- Il colore bianco avorio della strada, composto da biacca, carbonato basico di Piombo con impurezze di Ferro e Calcio.
- Il colore verde del prato sotto la casa sullo sfondo: presenza di Cromo e Zinco (verde di Guignet), Calcio e Piombo nello strato di preparazione. Presenti tracce di Rame e Arsenico da ricondurre ad un verde differente. Presenza di Ferro dovute forse a terre.
- Il colore verde scuro accanto alla casa: verde a base di Arsenico e Rame, forse verde di Scheele. Presenza di Ferro nello strato di preparazione, oppure a velature di blu di Prussia, ferrocianuro ferrico. Piombo nella stesura di imprimitura, quasi assente lo Zinco.
- Azzurro del cielo, zona chiara:  Zinco probabile componente dell'azzurro in leggera mescolanza con blu di Prussia, responsabile della presenza di Ferro. Il cielo appare leggermente bluastro all'IRFC, segno inequivocabile di un blu di Prussia. Il Piombo rivela i suoi conteggi nello strato di imprimitura.

Analisi del colore verde


Nota di UjB: All'esame dei colori, non é risulta in nessun caso la presenza del colore nero. Infatti Monet combinava diversi colori vivi per realizzare un'apparenza di oscurità. Questa caratteristica d'evitare il colore del nero é talmente connaturata nella maniera di Monet che alla sua morte (1926), il suo amico Georges Clemenceau ritirò il drappo nero che doveva coprire la bara nel funerale tra la casa e la chiesa, esclamò: " No! Pas de noir pour Monet!" (= No, niente nero per Monet!). E lo sostituì con un drappo floreale.

PERIZIA TECNICA

Conclusione peritale del Prof. Thierry Radelet, docente di "Tecniche multi spettrali" alla Scuola di Restauro di Venaria Reale (Torino): "Dal confronto tra tutte le analisi multi spettrali, risulta che il dipinto é eseguito con una tecnica pittorica compatibile con l'epoca di attribuzione, cioè di fine XIX inizio XX secolo". Firmato Thierry Radelet.


PERMESSO ALL'ESPORTAZIONE

Dichiarazione al Ministero per i beni e le attività culturali, Ufficio Esportazione di Torino, del 17.3.2010, Prot. n. 245 - Licenza di esportazione concessa n. 51 del 17.3.2010 al legittimo proprietario Umberto Barbera di Torino.


LA STIMA AGGIORNATA DI VALORE  PERITALE DI PARTE
SARA' COMUNICATA IN VIA RISERVATA. 

Tuttavia quest'opera é offerta in vendita in Italia
senza l'opinione di Guy Wildenstein
(pertanto senza attribuzione, ma vista e piaciuta nello stato in cui si trova)
e senza licenza all'esportazione
(da ripetere a cura ed onere dell'acquirente)
ad un prezzo di vendita pari ad
1/5/ del suo valore di stima
concordato tra le parti
acquirente e venditore,

previo presentazione da parte dell'acquirente
 dei Documenti di identificazione
(Passaporto, carta identità e patente di guida)
della L.O.I.  
(letter of intention)
del P.P.E.  
(Prospect Political Espose)
e del Nulla Osta del Nucleo Tutela Patrimoniale
dell'Arma dei Carabinieri d'Italia
(legge anti-riciclaggio e anti mafia)

Per stima di valore:
dr. Franco Morello, perito del Tribunale di Cuneo
e-mail: <studiofrancomorello@gmail.com>

Per contro-perizia sull'autenticità dell'opera:
Segnaliamo il Perito d'arte del Tribunale di Parigi
Cav. dr. Andrea de Liberis
con studio a Parigi e Roma
(presente sul web)



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Tutti i diritti sono coperti da copyright a favore della Newtel srl, società web-editrice, c.s. € 10100,00= i.v. 
CCIAA Torino 1985, sede legale via Sachero 2/5 (10090) Sciolze (Torino) Italia, in corso di trasferimento in via Bonafous 2 (10100) Torino. Amministratore Unico: Umberto Barbera.
<e-mail: <ubarbe22@gmail.com> -  Reperibile I-Phone: +39 3485116565

1 commento:

  1. Se dopo aver letto con attenzione tutto il testo che ho pubblicato, e se, senza metterti le dita nel naso infine tu mi dicessi che non sei convinto,
    io ti farei ingoiare il dipinto compresa la cornice e poi ti ripeterei la stessa domanda: "Ora sei convinto? ". :-)

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